Il principio DNSH nel PR Campania FESR 2021-2027

Dal principio europeo al modello campano

Il principio Do No Significant Harm (DNSH), vale a dire “non arrecare un danno significativo”, costituisce uno dei requisiti ambientali fondamentali per l’attuazione del PR Campania FESR 2021-2027. Esso richiede che le operazioni finanziate dal Programma non arrechino un danno significativo ai sei obiettivi ambientali individuati dal Regolamento (UE) 2020/852 sulla Tassonomia europea. Nel modello adottato dalla Regione Campania, il DNSH è stato integrato nel sistema di gestione del Programma e accompagna l’intervento lungo le diverse fasi del suo ciclo di vita: programmazione, selezione, ammissione a finanziamento, attuazione, monitoraggio e controllo. Questa impostazione consente di trasformare un vincolo regolamentare in uno strumento di qualificazione della spesa pubblica, rafforzando la qualità ambientale degli investimenti, la coerenza tra Programma e operazioni finanziate, la tracciabilità delle verifiche e la chiarezza delle responsabilità tra Autorità di Gestione, Responsabili di Obiettivo Specifico, beneficiari, RUP e progettisti.  

Che cosa verifica il DNSH

La verifica DNSH consente di accertare che l’operazione finanziata non determini impatti negativi significativi rispetto ai sei obiettivi ambientali della Tassonomia europea: mitigazione dei cambiamenti climatici; adattamento ai cambiamenti climatici; uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine; transizione verso un’economia circolare; prevenzione e riduzione dell’inquinamento; protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi. La valutazione è effettuata tenendo conto della natura dell’intervento, delle attività finanziate, della localizzazione, delle componenti progettuali, delle spese ammissibili e, ove pertinenti, dei criteri di vaglio tecnico previsti dal quadro europeo della Tassonomia. Nel PR Campania FESR 2021-2027, il DNSH è recepito come requisito di ammissibilità sostanziale. Il mancato rispetto del principio non consente l’ammissione dell’operazione al finanziamento.  

Il DNSH come requisito di ammissibilità

L’Autorità di Gestione ha scelto di non collocare la verifica DNSH in una fase separata o successiva rispetto alla selezione degli interventi, ma di inserirla nel percorso attuativo del Programma, in modo da orientare fin dall’inizio la progettazione e l’attuazione delle operazioni finanziate. In questo modo, il beneficiario non incontra il DNSH come una richiesta documentale successiva, ma come parte del quadro di condizioni entro cui l’intervento deve essere costruito, attuato e verificato. Il rispetto del principio DNSH deve quindi essere preso in carico nei dispositivi attuativi, negli avvisi, negli atti di ammissione a finanziamento, nelle convenzioni, negli elaborati progettuali e nella documentazione di attuazione e di controllo.  

Il presidio organizzativo dell’Autorità di Gestione

Per garantire un’applicazione omogenea e tracciabile del principio DNSH, la Regione Campania ha rafforzato il proprio assetto organizzativo attraverso un presidio specialistico dedicato alla verifica dei criteri ambientali e climatici. Con la D.G.R. n. 408 del 31 luglio 2024 è stata istituita, all’interno dell’Autorità di Gestione del PR Campania FESR 2021-2027, l’Unità Operativa Semplice per la verifica dei criteri ambientali e climatici, con funzioni di supporto all’integrazione del principio DNSH e della sostenibilità ambientale e climatica nei dispositivi attuativi e nei procedimenti connessi al ciclo di vita degli interventi. Il presidio organizzativo è stato rafforzato attraverso l’individuazione di compiti e responsabilità specifiche, anche nell’ambito delle attività di rafforzamento della capacità amministrativa avviate con il PRigA del PN CAPCOE. Il gruppo di lavoro dedicato supporta l’Autorità di Gestione nelle attività di valutazione ambientale e climatica del Programma, elaborazione dei pareri DNSH e climate proofing, supporto ai Responsabili di Obiettivo Specifico, diffusione di strumenti metodologici e raccordo con le attività di monitoraggio e controllo. La presenza di una struttura tecnica dedicata consente di ridurre il rischio di applicazioni frammentate o disomogenee, favorendo un approccio coordinato tra quadro regolamentare europeo, procedure regionali e caratteristiche specifiche delle operazioni finanziate.

Dalla VAS alla verifica della singola operazione

La prima verifica di coerenza con il principio DNSH è stata condotta nell’ambito della Valutazione Ambientale Strategica del PR Campania FESR 2021-2027, integrata con la Valutazione di Incidenza. In questa fase sono state analizzate le Azioni del Programma e le potenziali pressioni ambientali connesse ai settori di intervento, al fine di individuare eventuali rischi rispetto ai sei obiettivi ambientali della Tassonomia europea. Tuttavia, la VAS opera a una scala programmatica. Per rendere effettiva la verifica DNSH è necessario passare dalla scala dell’Azione alla scala della singola operazione. Per questa ragione, prima della selezione o dell’ammissione a finanziamento, il Responsabile dell’attuazione effettua una verifica preliminare sul dispositivo attuativo o sull’operazione, finalizzata a individuare i settori di intervento interessati e a confermare o aggiornare la valutazione già svolta in sede di VAS. Da questa verifica discende il metodo di valutazione applicabile: valutazione semplificata, nei casi in cui non siano prevedibili effetti ambientali significativi sui sei obiettivi della Tassonomia; approfondimento valutativo, nei casi in cui l’operazione richieda l’individuazione di criteri, condizioni o misure di prevenzione e riduzione del danno. Nei casi di approfondimento, il Responsabile dell’attuazione predispone una Relazione di approfondimento valutativo del principio DNSH, costruita sulla base delle informazioni acquisite dal RUP, per gli interventi a titolarità regionale, o dal beneficiario, per gli interventi a regia, richiedendo il Parere obbligatorio dell’Autorità di Gestione.

Il parere DNSH dell’Autorità di Gestione

Il parere DNSH dell’Autorità di Gestione rappresenta lo snodo organizzativo del modello campano. La sua funzione è collegare tre livelli: il quadro regolamentare europeo, con particolare riferimento alla Tassonomia UE e al principio di non arrecare danno significativo; la struttura del PR Campania FESR 2021-2027, articolata in Obiettivi Specifici, Azioni e settori di intervento; la concreta configurazione tecnico-progettuale dell’operazione da finanziare. Attraverso il parere, la verifica DNSH passa dall’Azione alla specificità dell’operazione, evitando che resti una verifica astratta o meramente dichiarativa. Il parere svolge anche una funzione di raccordo tra le categorie di intervento della politica di coesione e i criteri della Tassonomia europea. Tale raccordo non è sempre automatico, poiché le categorie FESR sono spesso ampie e aggregate, mentre la Tassonomia fa riferimento ad attività economiche specifiche e a requisiti tecnici puntuali. Il parere DNSH non si limita a esprimere un esito favorevole o negativo. Quando l’esito è favorevole, esso definisce le condizioni entro cui l’intervento può essere ammesso a finanziamento e successivamente attuato. Le prescrizioni e raccomandazioni possono riguardare, tra l’altro: applicazione dei Criteri Ambientali Minimi; rispetto di soglie tecniche o prestazionali; acquisizione di autorizzazioni ambientali; certificazioni di prodotto o di processo; misure di prevenzione, mitigazione o compensazione; monitoraggio di specifici impatti; recepimento di prescrizioni derivanti da VIA, VAS, VIncA o altri procedimenti ambientali; evidenze documentali da acquisire nel fascicolo di progetto. In questo modo, il parere DNSH orienta le fasi successive dell’intervento, indicando quali elementi devono essere recepiti negli atti, nelle convenzioni, nei progetti e nelle verifiche in itinere ed ex post.

Il raccordo con il Climate Proofing

Il modello campano prevede un raccordo tra verifica DNSH e Climate Proofing, in particolare per gli investimenti infrastrutturali con durata attesa pari o superiore a cinque anni. I due percorsi hanno basi regolatorie diverse: il DNSH discende dal quadro della Tassonomia europea, mentre il Climate Proofing riguarda l’immunizzazione dagli effetti del clima degli investimenti infrastrutturali. Tuttavia, nella pratica, i due percorsi intercettano questioni comuni: mitigazione, adattamento, resilienza dell’investimento, esposizione ai rischi climatici, misure correttive, documentazione progettuale e verifiche di controllo. Per questo motivo, nell’ambito della verifica DNSH e del relativo parere, viene inquadrata anche la necessità della verifica climatica, fermo restando il ruolo operativo dei ROS, dei beneficiari e dei progettisti nella predisposizione dello screening climatico o dello Studio di Valutazione Climatica. La valutazione climatica si sviluppa su due pilastri: mitigazione, relativa alla coerenza dell’intervento con gli obiettivi di riduzione delle emissioni climalteranti e con la neutralità climatica; adattamento, relativo alla capacità dell’infrastruttura di resistere agli effetti dei cambiamenti climatici attuali e futuri. Gli esiti del Climate Proofing, ove previsto, devono essere recepiti negli elaborati progettuali, nel quadro tecnico-economico, nel cronoprogramma e, quando necessario, nelle modalità di gestione dell’opera. Le misure individuate non devono rimanere in un documento separato, ma devono produrre effetti sulla configurazione dell’intervento e confluire nel fascicolo di progetto.

Dalla valutazione al controllo: check-list, fascicolo di progetto e SURF

L’integrazione del DNSH non si conclude con il rilascio del parere o con l’ammissione a finanziamento dell’operazione. Uno degli obiettivi del modello campano è garantire continuità tra valutazione ex ante, attuazione e controllo. Per questo motivo, le prescrizioni e raccomandazioni contenute nel parere DNSH devono essere recepite negli atti amministrativi successivi e tradotte in elementi di verifica. Lo strumento principale è rappresentato dalle check-list di verifica in itinere ed ex post del principio DNSH, attraverso cui il Responsabile dell’attuazione traduce le prescrizioni contenute nel parere in punti di controllo verificabili, individua la documentazione necessaria e definisce i tempi della verifica. Le check-list consentono di verificare l’effettivo ottemperamento, da parte del beneficiario o dei soggetti coinvolti nell’attuazione, alle prescrizioni, raccomandazioni e osservazioni formulate dall’Autorità di Gestione. La documentazione a supporto delle verifiche deve essere acquisita nel fascicolo di progetto e caricata nell’apposita sezione del sistema di monitoraggio SURF. In questo modo è possibile ricostruire il percorso che va dalla valutazione iniziale alla prescrizione, dal recepimento negli atti fino alla verifica dell’effettiva attuazione. Il DNSH entra così nelle procedure ordinarie del Programma: dispositivi attuativi, convenzioni, verifiche propedeutiche alla liquidazione, fascicolo di progetto, controlli dell’Autorità di Gestione e controlli di primo livello.