Antincendio Boschivo, la politica di coesione per la difesa del territorio

La lotta agli incendi boschivi rappresenta una delle priorità più sfidanti per la Regione Campania, un territorio che conta circa 491.259 ettari di superficie forestale (il 29,7% del territorio regionale) distribuiti in un contesto orografico complesso, con 20 Comunità Montane, quattro province e la Città Metropolitana di Napoli che a vario titolo presidiano il patrimonio boschivo campano.

Il sostegno della politica di coesione europea della Regione Campania ha migliorato la dotazione tecnologica e potenziato l’impegno degli operatori sul campo, rafforzando le attività di antincendio boschivo previste da piani triennali a scorrimento annuale. Le risorse hanno permesso di rafforzare il coordinamento tra Regione, Comuni, Vigili del Fuoco, Protezione Civile e Corpo Forestale, aggiornare la mappatura delle aree a rischio, adottare sistemi di sorveglianza e comunicazione avanzati, realizzare interventi di manutenzione straordinaria del territorio, rendere più efficace il dispiegamento delle squadre di terra e della flotta area, potenziando e integrando le attività di presidio del territorio. Ciò ha consentito (dati al 31 agosto 2026) di ridurre del 21% il numero degli incendi e del 61% quello della superficie complessivamente interessata dalle fiamme rispetto allo scorso anno. Una dimostrazione dell’efficacia delle tecnologie utilizzate, delle attività di pattugliamento e delle risorse impiegate per tutelare ecosistemi, infrastrutture e comunità.

Previsione, prevenzione e lotta attiva

L’attività di previsione consiste nell’individuazione delle aree e dei periodi di rischio di incendio boschivo, nonché degli indici di pericolosità, elaborati sulla base di variabili climatiche e vegetazionali, la cui applicazione è determinante per la pianificazione degli interventi di prevenzione e di spegnimento. Per il miglioramento e la razionalizzazione dell’attività di prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi è fondamentale la buona conoscenza dei fattori predisponenti e delle cause determinanti l’incendi. Grazie alle risorse della politica di coesione è stato sviluppato e potenziato un sistema Decision Support System (DSS) che grazie alla sua capacità di integrare dati meteorologici, ambientali e territoriali con sensori, satelliti, droni e torri di avvistamento è in grado di generare scenari previsionali e indicatori di rischio aggiornati quotidianamente.

Decision Support System – azione predittiva

  • Elabora scenari previsionali basati su modelli numerici multirischio.
  • Produce mappe di pericolosità aggiornate, utili per attivare misure preventive.
  • Supporta la dichiarazione dello stato di grave pericolosità nel periodo estivo

Le attività di prevenzione sono essenziali per evitare di provocare incendi o per far sì che essi si propaghino velocemente. Due sono le attività di prevenzione attuate dalla Regione Campania e supportate dalle risorse della politica di coesione. Si tratta di azioni di prevenzione strutturale e prevenzione non strutturale.

Sul primo versante, quello della prevenzione strutturale, vengono realizzati interventi di manutenzione straordinaria e rinaturalizzazione di infrastrutture verdi e servizi ecosistemici, funzionali alla riduzione dei rischi connessi ai cambiamenti climatici. Le azioni sono svolte attuate dalle 20 Comunità montane, 4 Province (Avellino, Benevento, Caserta, Salerno) e dalla Città metropolitana di Napoli).  Gli interventi realizzano su di una superficie forestale di circa 90mila ettari (87.890 ettari) e consistono in una generalizzata attività di pulizia, rimozione di rovi, arbusti ed erbe infestanti, sia al fine di realizzare fasce tagliafuoco che di favorire la rinnovazione arborea naturale. Nei versanti più fragili si è provveduto a piantumare nuovi alberi, mentre sulle scarpate soggette a erosione si è provveduto a realizzare opere di ingegneria naturalistica in modo da formare superfici resistenti all’azione delle acque di scorrimento superficiale. 

Per quanto riguarda le attività di prevenzione non strutturale esse consistono in azioni di informazione e formazione che educhino i cittadini a tenere comportamenti adeguati sia affinché con le loro attività non inneschino incendi e sia per sapere cosa fare nel momento in cui si dovessero imbattere per primi in un incendio boschivo. Tra le attività di prevenzione non strutturale, rientrano anche le attività della Scuola di Protezione Civile della Regione Campania.

La lotta attiva agli incendi boschivi racchiude l’insieme delle azioni operative messe in campo quando l’incendio è già in corso. La Regione Campania, con il sostegno della politica di coesione europea, interviene con uomini, mezzi e tecnologie con l’obiettivo di contenere, circoscrivere e spegnere le fiamme nel più breve tempo possibile.

La flotta aerea. Sguardo ampio, intervento rapido

La componente forse più visibile dell’azione è quella aerea. A partire dal Piano 2024-2026, il servizio è finanziato nell’ambito della politica di coesione europea della Regione Campania (PR FESR Campania 2021-2027, Obiettivo Specifico 2.4 – Azione 2.4.3 “Promuovere un’impostazione sistemica e precauzionale migliorando la resilienza attraverso interventi mirati a ridurre il livello di esposizione ai rischi connessi al clima”), segnando un salto qualitativo nell’approccio: il contrasto agli incendi boschivi è formalmente inquadrato come investimento prioritario per la tutela del patrimonio naturale e la resilienza dei territori.

Sul territorio sono dislocati 7 elicotteri in sei elisuperfici strategicamente distribuite: Cellole (CE), Airola (BN), Mercogliano (AV), Centola (SA), Torre Annunziata (NA) e Fisciano che ospita due aeromobili. Una geografia che intercetta i quattro principali bacini di rischio della regione: la dorsale appenninica irpina, il massiccio del Matese, il complesso vesuviano e i monti del Cilento.

Le basi elicotteristiche regionali sono finanziate con le risorse del PR FESR 2021-2027 garantendo continuità operativa h24 per l’elicottero bimotore L1 stazionato a Fisciano (SA) e la tempestiva attivazione stagionale delle altre 6 basi.

In particolari situazioni d’emergenza, cioè quando risulta esaurita la disponibilità della flotta aerea regionale, o di incendi di grosse dimensioni non fronteggiabili con l’ausilio dei mezzi regionali, infatti, si può richiedere l’intervento dei mezzi nazionali. Il limite d’impiego sta nella tempestività dell’intervento che, per ragioni oggettive (la distanza dal luogo di schieramento a quella dell’evento, l’indisponibilità temporanea per impegni in altre missioni ecc.), ne condiziona l’efficienza.

Nel 2026, prendendo in esame i dati del periodo di massima allerta (dal 15 giugno al 31 agosto 2026) si è registrata una riduzione significativa degli incendi rispetto al 2025, sia boschivi sia non boschivi, e una minore attivazione dei mezzi aerei, soprattutto nazionali.

Il ricorso alla flotta aerea regionale è passato da 207 missioni nel 2025 a 175 nel 2026 (–14%), mentre gli interventi dei mezzi nazionali si sono ridotti in modo più marcato, da 109 a 65 (–40%). Il dato conferma un’annualità meno critica e una gestione maggiormente circoscritta, con attivazioni mirate e proporzionate alle necessità operative.

Le squadre a terra: l’esercito di contrasto al fuoco

Se la componente aerea offre l’immagine più spettacolare del contrasto agli incendi boschivi, la spina dorsale del sistema è costituita dalle squadre a terra che opera attraverso la Sala Operativa Regionale Unificata (SORU) e le 5 Sale Operative Provinciali Integrate (SOPI) e si avvale di SMA Campania S.p.A. – società in house providing – che opera attraverso 14 Basi Territoriali (17 compreso il presidio di San Marco Evangelista e le sedi manutentive). Nel periodo di massima pericolosità le basi operano h12 sette giorni su sette.

Gli Enti Delegati (20 Comunità Montane, 4 Amministrazioni Provinciali e la Città Metropolitana di Napoli) organizzano i propri operatori in COED (Centri Operativi degli Enti Delegati) e NOED (Nuclei Operativi Territoriali), attivi dal lunedì alla domenica dalle 8:00 alle 20:00 nel periodo di massima pericolosità.

Le convenzioni sottoscritte tra la Direzione Generale Lavori Pubblici e Protezione Civile e la Società in house SMA Campania s.p.a. hanno previsto le seguenti attività per l’Antincendio Boschivo:

  • Supporto operativo alla Regione Campania nelle attività di prevenzione e contrasto agli incendi boschivi.
  • Pattugliamento e sorveglianza del territorio, con squadre distribuite nelle aree a rischio.
  • Intervento diretto nelle fasi di spegnimento a terra, in coordinamento con SOUP e con le altre strutture regionali.
  • Attività di avvistamento e segnalazione degli incendi, con comunicazione immediata alla sala operativa.
  • Manutenzione della viabilità forestale e delle fasce tagliafuoco, come misura preventiva.
  • Supporto logistico e tecnico alle operazioni, inclusa la movimentazione di mezzi e attrezzature.
  • Collaborazione con i Vigili del Fuoco e Carabinieri Forestali secondo le procedure previste dal piano regionale.

Il contributo dei Vigili del Fuoco

Una menzione specifica merita il contributo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Il D.Lgs. n. 177 del 19 agosto 2016 ha riorganizzato profondamente l’assetto delle competenze in materia di lotta attiva agli incendi boschivi, attribuendo al Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco – a seguito dell’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri – un ruolo centrale nel concorso con le Regioni. Su questo asse normativo s’innesta il contributo della politica di coesione (PR Campania FESR 2021/2027), che permesso di mobilitare fino a dieci squadre giornaliere, integrate dallo schieramento progressivo di operatori D.O.S. (Direttori delle Operazioni di Spegnimento) per il coordinamento sul campo.

Le squadre VVF – composte ciascuna da 5 vigili del fuoco – operano in presidi h12 nei 5 distaccamenti provinciali: Montella (AV), Benevento (BN), Mondragone/Caserta (CE), Ischia-Pozzuoli-Castellammare (NA), Agropoli-Maiori-Eboli (SA). Il PTO (Piano Tecnico Organizzativo Straordinario) prevede anche la presenza di personale VVF in SORU (Sala Operativa Regionale Unificata) e SOPI (Sale Operative Provinciali Integrate) per il coordinamento dei mezzi aerei. In termini di operatori effettivamente impiegati in spegnimento, il contributo dei Vigili del Fuoco è particolarmente significativo nella provincia di Avellino e in quella di Benevento, province che presentano un territorio montano esteso e una dotazione di risorse proprie degli Enti Delegati mediamente inferiore rispetto ad altre province.

Oltre l’antincendio: l’investimento sulla Protezione Civile

Significativo anche il sostegno al volontariato organizzato di Protezione Civile. Le risorse destinate alle Squadre Volontari Antincendio Boschivo s’inquadrano nel più ampio percorso di valorizzazione avviato con la DGR n. 464 del 27 ottobre 2021, che ha disciplinato la costituzione delle squadre AIB volontari della Regione Campania articolate in quattro sottosezioni: Pattugliamento e incendi di interfaccia, Lotta Attiva, DOS volontari e Supporto alle Sale Operative.

Il sostegno delle risorse della politica di coesione al sistema regionale di protezione civile non si esaurisce nell’antincendio boschivo. Sempre attraverso le risorse del PR Campania FESR 2021-2027 – (Obiettivo specifico 2.4 – Azione 2.4.1 “Migliorare la capacità di risposta agli effetti del cambiamento climatico e ai rischi di carattere naturale e antropico”) la DGR 694/2023, ha programmato risorse aggiuntive per: la pianificazione comunale di protezione civile e per i sistemi di monitoraggio; per il potenziamento della colonna mobile regionale attraverso accordi con le associazioni di volontariato; per l’aggiornamento tecnologico delle stazioni di monitoraggio e per le esercitazioni di protezione civile. Si tratta di interventi che, pur non essendo direttamente classificati come “antincendio”, rafforzano in modo sostanziale l’intera architettura di prevenzione e gestione dei rischi nella quale il sistema Antincendio Boschivo s’inserisce.

Lotta attiva tecnologica, tre pilastri per una gestione integrata

La Regione Campania, attraverso le risorse della politica di coesione, ha rafforzato in modo significativo la prevenzione e la lotta attiva agli incendi boschivi grazie a un’infrastruttura tecnologica integrata fondata su tre pilastri strategici: il Decision Support System (DSS), la Rete regionale di radiocomunicazioni d’emergenza e l’integrazione delle comunicazioni del servizio regionale Antincendio Boschivo all’interno di un’unica architettura interoperabile.

Dal 2009 la Regione Campania si avvale del Decision Support System (DSS), sistema informativo di supporto alle decisioni sviluppato e gestito da SMA Campania. Il DSS costituisce la “spina dorsale” della gestione operativa degli incendi: raccoglie in tempo reale le segnalazioni dalle SOPI, coordina l’invio delle squadre, traccia le missioni aeree, alimenta le statistiche di back analysis. Nel triennio 2023-2025 il sistema è stato integrato nella piattaforma I.Ter Campania, data hub intersettoriale che pubblica i dati del SIT (Sistema Informativo Territoriale) regionale. Le principali recenti evoluzioni hanno riguardato: l’upgrade del modulo di gestione degli interventi aerei (migliore distinzione tra flotta regionale e nazionale), il modulo per la gestione delle Squadre AIB Volontari, e l’integrazione di sistemi WMS in ottica di interoperabilità con altri portali istituzionali.

La Rete regionale di radiocomunicazioni d’emergenza è un’infrastruttura essenziale per garantire comunicazioni stabili e sicure tra sale operative, squadre a terra, mezzi aerei e strutture territoriali, anche in aree prive di copertura telefonica. L’armonizzazione dei sistemi radio utilizzati dalle squadre antincendio con la rete regionale di protezione civile, garantisce un’unica infrastruttura di comunicazione, più robusta e capillare. Con queste innovazioni, la Campania compie un passo decisivo verso una gestione moderna, scientifica e integrata del rischio incendi, puntando su tecnologie avanzate, interoperabilità e un modello organizzativo che valorizza la collaborazione tra istituzioni e operatori.

L’andamento degli incendi boschivi e l’efficacia delle azioni pianificate

Nel periodo compreso tra il 15 giugno e il 31 agosto 2026 (che rientra in quello di massima pericolosità incendi) sono stati registrati 381 incendi in meno rispetto allo scorso anno.


Si sono verificati complessivamente 1.207 incendi, di cui 515 boschivi e 692 non boschivi, che hanno interessato una superficie complessiva di 2.239 ettari, di cui 1.278,9 boscati e 960,1 non boscati. Nello stesso periodo del 2025 gli incendi erano stati 1.588 e la superficie percorsa dal fuoco aveva raggiunto i 5.673,2 ettari. Il confronto evidenzia quindi una riduzione del 21% del numero degli incendi e del 61% della superficie complessivamente interessata dalle fiamme. Una dimostrazione dell’efficacia delle tecnologie utilizzate, delle attività di pattugliamento e delle risorse impiegate.